Comunità delle Suore Figlie dell’Oratorio

Dal 5 settembre 2002 nella Parrocchia Maria SS. Annunziata di Brolo è presente una Comunità di Suore appartenente alla Congregazione delle Figlie dell’Oratorio, Istituto di diritto pontificio dal 1926. Le Religiose si propongono di vivere la sequela del Signore Gesù mediante i tre voti di povertà, castità e obbedienza, secondo il carisma intuito dal Fondatore San Vincenzo Grossi e in virtù della grazia battesimale, ricercano la conformazione ai sentimenti del Cuore di Cristo per essere testimoni gioiose dell’amore di Dio per ogni uomo.

Le Suore vivono inserite nella vita della Parrocchia a 360 gradi, dedicandosi prioritariamente all’educazione cristiana della gioventù e alla collaborazione con i Sacerdoti, secondo la spiritualità di San Filippo Neri, fondata nella semplicità, nell’umiltà e nella gioia.

In questa particolare realtà siciliana, la comunità delle Suore gestisce l’oratorio parrocchiale, offrendo spazio e tempo per la crescita umano-spirituale dei bambini e giovani che lo frequentano nelle varie occasioni: catechismo, dopo-scuola, gioco libero quotidiano, vari eventi e momenti di festa o di ritiri spirituali, e le particolari attività estive quali la scuola di ricamo e il Grest nel mese di luglio. Non mancano occasioni di aiuto alle famiglie bisognose, attraverso la collaborazione con la Caritas parrocchiale, distribuendo alimenti, abiti, giochi e con il doposcuola gratuito per coloro che vogliono farsi aiutare nei compiti. Inoltre una Suora insegna Religione Cattolica nella Scuola Secondaria di I grado del paese, ulteriore occasione per conoscere, accompagnare ed educare i ragazzi, oltre alla possibilità di incontrare e sostenere le famiglie. Non mancano le visite agli anziani e tutto ciò che riguarda l’aspetto liturgico dell’animazione delle celebrazioni, della distribuzione della S. Comunione e di ogni servizio legato alla vita della Parrocchia. Il loro particolare carisma le vede presenti e operanti anche a livello diocesano, in particolare nel servizio per la Pastorale Giovanile e Vocazionale.

L’Istituto delle Figlie dell’Oratorio ha avuto origine nel 1885 in provincia di Cremona, grazie all’intuizione di un Parroco, don Vincenzo Grossi, che ha lasciato in eredità alle sue figlie, un dono e un impegno: mettere la propria vita a servizio della Chiesa, per la santificazione dei Sacerdoti e per il bene della gioventù.

San Vincenzo Grossi, nacque il 9 marzo 1845 a Pizzighettone (Cremona) da un’umile famiglia. A diciannove anni entrò in Seminario e fu ordinato sacerdote il 22 maggio 1869.

Tutta la sua vita fu spesa nel ministero pastorale: animazione delle comunità a lui affidate, predicazione di missioni al popolo, formazione spirituale delle coscienze, attenzione ai poveri, educazione dei fanciulli e dei giovani.

San Vincenzo si è sempre trovato in situazioni parrocchiali particolarmente impegnative, dove regnava la miseria e l’ignoranza e dove la vita cristiana era ridotta al lumicino: senza scoraggiarsi, partendo proprio dalla realtà in cui era inserito, egli ha saputo andare incontro alle persone con semplicità ed efficacia. Il suo impegno, però, non è stato solitario: egli ha sempre cercato di coinvolgere i laici nell’opera missionaria e ha sempre creduto, nella capacità apostolica e particolare sensibilità delle donne, tanto da fondare un nuovo istituto religioso.

Per aiutare i Sacerdoti nella catechesi e nella formazione umana, soprattutto della gioventù femminile, don Vincenzo cominciò a raccogliere attorno a sé delle giovani, con le quali diede vita all’Istituto delle Figlie dell’Oratorio, nome voluto dallo stesso don Vincenzo per ricordare il campo di lavoro privilegiato, in relazione a San Filippo Neri, ideatore dell’Oratorio, scelto come patrono della Congregazione.

Dopo una vita spesa per l’evangelizzazione e la salvezza delle anime, don Vincenzo Grossi morì a Vicobellignano (Cr) il 7 novembre 1917.

Il 1° novembre dell’Anno Santo 1975 fu beatificato da Papa Paolo VI, che lo definì «apostolo della gioventù» ed «esempio sereno e suadente per i Sacerdoti direttamente impegnati nella cura d’anime».

Il 18 ottobre del 2015 fu proclamato Santo da Papa Francesco che lo definì «parroco zelante, sempre attento ai bisogni della sua gente, specialmente alle fragilità dei giovani. Per tutti spezzò con ardore il pane della Parola e divenne buon samaritano per i più bisognosi. Il suo esempio sostenga l’impegno per l’educazione cristiana delle nuove generazioni».

(testo di Sr. Daniela Catellani, FdO)

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