Crocifisso, il giurista Vari: nella sentenza della Cassazione aspetti positivi e anche ombre

Presentiamo uno stralcio dell’articolo tratto da Vatican News.

Quindi la Cassazione dà torto a quanti si sentono non rispettati nella loro libertà di pensiero dalla presenza del crocifisso, però stabilisce anche che sia la comunità scolastica a decidere in autonomia su l’esposizione o no del crocifisso e qui forse nasce qualche difficoltà… 

Sì, in questa sentenza ci sono anche delle ombre, e cioè noi finora abbiamo avuto una normativa che sembrava chiara e che imponeva l’esposizione del crocifisso e però non si pronunciava sull’esposizione di altri simboli religiosi. Invece ci troviamo ora in una situazione in cui la Cassazione sostanzialmente ha finito per creare una norma, una regola e questo va aldilà del ruolo del giudice invadendo una sfera che è di competenza degli organi rappresentativi, del Parlamento. Tanto è vero che poi le conseguenze di questa pronuncia non sono chiare, nel senso che la Cassazione ha detto che è compito di ogni comunità scolastica scegliere sull’eventuale affiancamento di altri simboli religiosi. Ora l’esposizione di altri simboli, a mio avviso, è una soluzione possibile secondo la nostra Costituzione, com’era possibile e legittima l’esposizione del solo crocifisso, ma la decisione della Cassazione di rimettere alla comunità scolastica una scelta così significativa dal punto di vista simbolico, è qualcosa che spettava all’organo rappresentativo, cioè doveva essere il potere legislativo, il Parlamento – che è il luogo di composizione tra le diverse sensibilità e tra le diverse anime e culture del Paese – a prendere una tale decisione. Qui invece siamo di fronte al giudice che finisce per creare una nuova regola e questo, a mio parere, va al di là del corretto confine dei rapporti tra potere politico e potere giurisdizionale. Inoltre non è nemmeno così immediato capire che cosa succederà fra pochi giorni, cioè quando inizieranno le scuole. Probabilmente non cambierà nulla, però la pronuncia della Cassazione apre a tutta una serie di tematiche molto delicate affidando l’ultima decisione ai dirigenti scolastici in un periodo in cui questi dirigenti sono presi da tanti problemi legati alla gestione della scuola in tempo di pandemia, ponendoli di fronte a questioni di non facile soluzione.

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